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giovedì 30 giugno 2016

Loveless - Anime


da sinistra, i protagonisti di
Loveless, Ritsuka e Sobi
Loveless è un anime di genere shonen-ai prodotto dallo studio J.C. Staff e trasmesso in Giappone nella primavera 2005. È tratto dal manga omonimo di Yun Koga, ancora in corso in patria ed edito in Italia dalla J-Pop a partire dal 2011.
TRAMA: Ritsuka Aoyagi ha 12 anni e si è appena trasferito in una nuova scuola elementare (in Giappone le elementari durano 6 anni, perciò lui si trova all’ultimo anno). Nel suo passato c’è un evento traumatico: la morte del fratello maggiore Seimei, ucciso in circostanze poco chiare. Da quel momento, Ritsuka soffre di amnesia e non ricorda nulla della sua vita fino ai 10 anni. Anche sua madre è cambiata: è convinta che quello che le sta di fronte tutti i giorni non sia il suo vero figlio, ed è sempre violenta con lui. Un giorno però Ritsuka conosce il misterioso Sobi Agatsuma, un giovane studente d’arte che lo introduce in un mondo a lui sconosciuto, in cui avvengono duelli a base di incantesimi e si combatte in coppia: l’uno è denominato Sentoki (Combattente), l’altro Sacrifice (Sacrificante), e Sobi sostiene che Ritsuka sia appunto il suo Sacrifice...

IL MIO VOTO = ★★★
 
Loveless è un anime piuttosto atipico per il genere. L’elemento shonen ai è molto, molto defilato per lasciare ampio spazio, invece, al fantasy e al thriller. Questo mi ha spiazzata, lo ammetto: sto recuperando tutte le serie yaoi/shonen ai un po’ datate che non avevo ancora visto e quando è stato il turno di Loveless, leggendo la trama, ho subito pensato che non sarebbe stato nulla di che, soprattutto per l’ombra shotacon che lo ammantava. Invece questo anime si è rivelato una visione più che dignitosa, a tratti anche intrigante.
Caratteristica del mondo di Loveless è che i personaggi hanno orecchie e code da gatto (kemonomini) finchè non raggiungono la maturità sessuale, vale a dire perdono la verginità. Questo differenzia quindi gli adulti da coloro che ancora non lo sono, e non dipende dall’età anagrafica: la maestra di Ritsuka, ad esempio, ha 23 ma ha ancora le sue orecchie e la sua coda.
Ritsuka è un ragazzino riflessivo e ombroso, direi addirittura depresso: la sua amnesia non gli permette di vivere serenamente, tutto ciò che sa è che l’adorato fratello è stato ucciso e che la madre non lo riconosce più e lo odia. L’arrivo di Sobi nella sua vita rappresenta un punto di svolta, anche se porta con sè molte domande che disorientano il ragazzino: perché Sobi lo coinvolge in tutte quelle situazioni assurde? Che significa che lui è il suo Sacrifice? E soprattutto, cos’è l’organizzazione delle Sette Lune e perchè hanno ucciso suo fratello? Sono tutti interrogativi che troveranno risposta pian piano, nel corso della storia, e con cui Ritsuka dovrà fare i conti.
Ritsuka e Sobi con i personaggi secondari,
da sinistra in senso orario: Yuiko,
la maestra Shinonome, Kio e Yayoi

La storia, come vedete, è piuttosto complessa ma anche interessante. Sentoki e Sacrifice sono indissolubilmente legati l’uno all’altro: è il secondo a prendere tutte le decisioni nella coppia, specie per quel che riguarda i combattimenti. Può dare ordini al Sentoki che questi è tenuto a rispettare (anche se Sobi disubbidisce a Ritsuka spesso e volentieri) e nel momento in cui ciascuno trova l’altro, vengono svelati i loro veri nomi: quello di Ritsuka, a detta di Sobi, è Loveless, mentre quello di suo fratello Seimei era Beloved. I componenti della coppia dovrebbero avere lo stesso nome, perciò è un mistero come Sobi (il cui vero nome è appunto Beloved) abbia riconosciuto in Ritsuka il proprio Sacrifice; questo comunque è un fatto che lui non metterà mai in discussione.
Sobi è affiancato da Kio, un suo compagno di studi che però sembra essere all’oscuro della sua vera identità, e dal suo vecchio professore Ritsu, che gli ha insegnato tutto ciò che sa. Lui e Ritsuka dovranno affrontare parecchi nemici, detti Zero: c’è la coppia Zero Maschile formata da Yoji e Natsuo (che però poi diventeranno loro alleati) e la coppia Zero Femminile, composta da Koya e Yamato. La creatrice di queste coppie è una certa Professoressa Nagisa, che appare come una ragazza un po’ svanita e capricciosa, sempre in conflitto con Ritsu. Yuiko e Yayoi sono invece due compagni di classe di Ritsuka: la prima è innamorata di lui – anche se pare una diciottenne, altro che 12 anni! – mentre il secondo ama lei ma senza speranze. Tra un combattimento e l'altro, comunque, ci sarà tempo per i due protagonisti di stringere un legame profondo, e per Ritsuka di trovare una risposta alle molte domande che lo tormentano.
Yoji e Natsuo, coppia
Zero Maschile
Oltre alla tematica shonen ai è presente quella shojo ai, il suo corrispettivo femminile: Yamato e Koya, la coppia Zero Femminile, sono una coppia anche nella vita di tutti i giorni. Personalmente lo shojo ai/yuri non mi è mai interessato, ma ho trovato molto dolce il rapporto tra le due ragazze. 
La differenza di età tra Sobi e Ritsuka è probabilmente l’elemento più disturbante (un ventenne invaghito di uno studente delle elementari... roba da chiuderlo in prigione e buttare via la chiave!) dell’anime, ma per fortuna le scene d’amore sono molto castigate  e vengono rappresentati solo i baci (sia tra loro che tra Koya e Yamato). È anche evidente che il sentimento che Sobi nutre per Ritsuka, per quanto possa apparire fuori luogo, è molto forte e sentito, e che ha un grande rispetto per lui: non gli salta addosso ogni volta che gli tira, per dire. Oddio, è vero che lo bacia più o meno a tradimento ma in genere è molto delicato nei suoi confronti, ed è una cosa che ho molto apprezzato. Ciò che all'inizio ho trovato veramente fastidioso, però, è il fatto che Sobi somigli un po' troppo a un certo Tiranno... fortunatamente le analogie tra loro si fermano alla somiglianza fisica, e quindi sono riuscita a passarci sopra. XD
Yamato e Koya, coppia
Zero Femminile
Il finale dell’anime viene lasciato in sospeso – con un colpo di scena piuttosto sorprendente – ma non è mai stata prodotta una seconda stagione; peccato, l’avrei vista volentieri. A parte questo l’anime si merita la sufficienza piena, soprattutto per quanto riguarda lo svolgimento della storia; non ha niente di shotacon, le scene d'amore sono poche e non esplicite, e viene dato ampio spazio alla parte più d'azione della trama. L’animazione invece non è così strabiliante, almeno a parer mio: non è brutta o mal fatta ma l'ho trovata, come dire... svogliata, un po' sotto tono. Le musiche invece sono molto belle, le ho trovate davvero azzeccate al tono della storia e anche le sigle, contrariamente alla mia abitudine di saltarle perché le trovo quasi sempre lagnose, le ascoltavo di buon grado. Vi consiglio volentieri questo anime, soprattutto se vi piacciono le storie di combattimenti in salsa fantasy.

4 commenti:

  1. Di questo anime/manga mi hanno parlato bene in tanti e la trama di base mi incuriosisce, solo che questa componente shotacon mi ha sempre tenuta a distanza, oltre ai ritmi di pubblicazione dell'autrice :/
    Avrei un quesito a livello di denominazioni: lo shotacon è soltanto esplicito? Perchè io lo intendo in generale quando un adulto dichiara esplicitamente di essere innamorato di un ragazzino/a e che ci sono delle scene che confermano questa attrazione (i baci appunto, che a quanto ho capito non servono ai fini dei combattimenti con la scusa del "servono per ricaricarsi" o cose simili xD, quindi tecnicamente Loveless rientra nella categoria secondo quelli che sono gli standard che ho capito io. Però non so se mi sbaglio e quindi shota sta ad indicare solo serie che contengono "cosacce" X'D
    Per esempio, per me Kuroshitsuji non è shota (nonostante molte fans dicano il contrario LOL) perchè i due protagonisti non sono neanche lontanamente innamorati nè si scambiano effusioni... ?_?

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    1. Sobi ribadisce più e più volte di amare Ritsuka e si baciano spesso. In realtà è anche per fini di combattimento, ma non solo. E comunque NON vanno oltre i baci.
      Kuroshitsuji ammetto di non averlo ancora visto (è in lista, prima o poi ce la farò!) ma da internet vedo che non è classificato come "shotacon"... forse è perché, come dici tu, non sono presenti effusioni o scene amorose esplicite tra un minorenne e un adulto. La definizione che Wikipedia dà del termine Shotacon è questa: "abbreviazione di shōtarō complex (しょうたろうコンプレックス shōtarō konpurekkusu?) è un termine giapponese che indica e descrive l'attrazione, quasi sempre anche in senso sessuale oltre che affettivo, nei confronti di ragazzini prepuberi o appena puberi." Quindi direi che Loveless rientra nella categoria in quanto è presente un'attrazione amorosa tra Sobi e Ritsuka, un adulto e un minorenne, mentre per Kuroshitsuji non è questo il caso. Le molte fan che dicono il contrario sono probabilmente accecate dalla loro ship! XD

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    2. Ti ringrazio lpr avermi chiarito le idee! :3
      Si per kuroshitsuji il 90% è costruito dal fandom, anche se l'autrice ogni tanto sforna qualche posa un po' più ammiccante perché comunque sa e ci marcia, ma nella storia effettiva poi non c'è nulla di tutto ciò ^^
      Comunque se riuscirò a superare questo ostacolo, Loveless vedrò di provarlo visto che me ne parla bene anche chi ha la mia stessa antipatia verso questo sottogenere :)

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    3. Prego! ^^
      A me, che come sai odio gli shota, Loveless è piaciuto e sinceramente non me lo aspettavo. Sarei addirittura tentata di leggere anche il manga, non fosse che a quanto pare è interrotto. Ripeto, non è un capolavoro e infatti per me è "solo" sufficiente, ma penso sia un prodotto più che dignitoso. Poi se lo guardi fammi sapere cosa ne pensi! ^^

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