Un pò di gergo

Siccome già nel primo post ho accennato a termini che per qualcuno possono risultare sconosciuti, mi sembra giusto scrivere un post esplicativo in merito.

Cominciamo dal termine YAOI (やおい): si tratta di un acronimo creato sul finire degli anni settanta del secolo scorso da due autrici di doujinshi di nome Yasuko Sakata e Akiko Hatsu, basato sulle iniziali della frase YAmanashi, Ochinashi, Iminashi, che a grandi linee vuol dire: “Niente climax, né trama, né significato”. Un modo quindi per indicare un tipo di storie in cui i personaggi fanno “solo quello”: si conoscono, si piacciono, finiscono a letto e fine della storia. Proprio per questo lo si fa anche derivare, se vogliamo in maniera scherzosa, da un altro acronimo un po' più esplicito: YAmete, Oshiri ga Itai!, che significa: “Fermati, mi fa male il sedere!” 
A questo proposito, dimenticavo la cosa più importante: i protagonisti sono sempre uomini. Lo yaoi è un genere che si focalizza sulle relazioni amorose tra personaggi maschili (quelli femminili sono del tutto assenti, o al limite ricoprono ruoli molto marginali) ed è consigliato (o almeno lo sarebbe) solo ed esclusivamente ad un pubblico adulto. 

I personaggi rispettano canoni precisi: il personaggio attivo è chiamato SEME (攻め - "attaccante”), mentre quello passivo è definito UKE (受け - "ricevente”). In genere l'uke è più giovane del seme e, fisicamente parlando, più basso e più "femminilizzato" (a volte sembrano quasi donne in tutto e per tutto, come negli esempi sottostanti).

Un manga di Haruka Minami (l'uke è quello sulla sinistra)...

...e uno di Asia Watanabe (l'uke è quello sulla destra)

Esistono ovviamente eccezioni per cui il seme può essere più giovane o più basso dell'uke, ma i due protagonisti mantengono comunque caratteristiche inalterabili: l'assenza (quasi totale) di peli sul corpo e il fatto che l'uke è quasi sempre molto scemo ingenuo e sprovveduto in materia di sentimenti. 
Per quanto riguarda gli autori si tratta per lo più di donne, e anche il pubblico cui queste opere si rivolgono è prettamente femminile (adolescenti e giovani donne, soprattutto). Lo yaoi è quindi un genere creato da donne etero per donne etero. 
Oggi questi manga non sono più incentrati unicamente sul sesso: hanno trame a volte anche complesse e possono trattare temi molto importanti, come il bullismo, il primo amore, l'incertezza della propria identità sessuale, eccetera. E' quindi un genere che si è evoluto nel tempo fino a diventare un vero e proprio fenomeno di intrattenimento, non solo in Giappone, sua terra d'origine, ma anche in Occidente. Tra l'altro, ormai in Giappone si usa quasi esclusivamente il termine BOYS LOVE (ボーイズラブ Bōizu Rabu) per riferirsi a questo tipo di storie; YAOI viene usato praticamente solo in Occidente.

Diverso dallo yaoi, anche se spesso erroneamente equiparato ad esso, abbiamo poi il genere SHONEN AI (少年愛 da shōnen, "ragazzo", e ai, "amore") : la differenza sta nel fatto che, mentre il primo tratta le relazioni omosessuali da un punto di vista prettamente fisico, il secondo si focalizza più sull'aspetto romantico e sui sentimenti dei personaggi. E' molto meno esplicito dello yaoi e può essere letto (o guardato) anche da coloro che non si sentono a proprio agio con le rappresentazioni di nudità o atti sessuali espliciti.
 
Una doujinshi ispirata al manga "Kuroko no Basket"


DOUJINSHI (同人誌), anche abbreviato in DJ: sono manga (o riviste) realizzati da autori amatoriali e si tratta generalmente di parodie di opere famose. Nel caso del genere yaoi possono essere basate su opere dove non è affatto presente la componente omosessuale (come l'esempio di cui sopra), oppure l'autore può scegliere di creare una dj partendo da un'opera yaoi già esistente, ma ovviamente con il proprio stile e con una storia tutta nuova.
 
Copertina del manga di genere BARA "Priapus"
 
BARA (蔷薇 "rosa"): questo genere è praticamente il contrario dello yaoi. E' creato da uomini gay per uomini gay, e i personaggi sono chiaramente riconoscibili come uomini: hanno la barba, i peli, i muscoli definiti e tutto il resto. In genere inoltre le storie sono più realistiche, ma anche molto più cupe di quelle yaoi, visto che troviamo spesso e volentieri tematiche quali abusi, violenza, bondage e così via. L'unica cosa che il bara ha in comune con lo yaoi è il fatto che entrambi sono graficamente molto espliciti.
 
Un esempio di manga shotacon

SHOTACON (ショタコン, abbreviazione di shōtarō complex -> しょうたろうコンプレックス): con questo termine in Giappone si definisce l'attrazione verso i ragazzini maschi impuberi, e quindi per estensione anche i manga e/o gli anime yaoi con protagonisti ragazzini molto giovani. ATTENZIONE: spesso e volentieri si tratta praticamente di bambini, come nell'esempio di cui sopra.

Questi sono, per così dire, i generi e sottogeneri principali di cui parlerò anche sul blog. 
 
Per quanto riguarda invece il termine FUJOSHI (腐女子), anche se ormai ci sarete arrivati già da soli, definisce una ragazza a cui piacciono le storie incentrate sulle relazioni romantiche tra uomini (il corrispettivo maschile di fujoshi è FUDANSHI - 腐男子). Le fan occidentali si chiamano tranquillamente tra loro in questo modo, mentre in Giappone pare si tratti di un termine abbastanza negativo... perciò, se vi trovate da quelle parti, evitate di autodefinirvi così se non volete essere prese per delle stramboidi pervertite! XD

Bene, per oggi è tutto! Ci sentiamo la prossima volta con la mia prima recensione di un'opera yaoi.... quale sarà? ^^

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